Intel e il super WiFi fino a 100 km

Intel sta per effettuare esperimenti per la creazione di una rete di super WiFi in grado di superare la scarsa portata in termine di metri del segnale fino a portarla a centinaia di km. Insomma una valida alternativa al WiMax. Il WiFi sarebbe infatti un’ottima soluzione, data la sua economicità, se non fosse così limitato il raggio di copertura del segnale.

Riflessione: 

In questi mesi si leggono spesso notizie sullo sviluppo e l’installazione del WiFi nelle città italiane e non solo (pensiamo per esempio ai post su Wifi gratis a Milano con le sue 18mila antenne e al Pirgo di Civitavecchia).

Ora l’Intel sta lavorando su queste “super antenne” WiFi che permetterebbero  raggi di copertura pari se non maggiori di quelli del WiMax.

Ma in questo contesto come s’incastra l’introduzione del wiMax che ci spacciavano ormai per imminente?

Design hotel, la nuova frontiera è all’aeroporto!

Il design hotel si rinnova, e stavolta l’obiettivo è l’accessibilità economica!

Lo so che vi potrà sembrare bizzarro e curioso… ma avete mai pensato di alloggiare in una camera di lusso, ampia appena 10mq ma che è una sintesi di lusso e tecnologia, paragonabile ad alberghi di 4/5 stelle?

Ebbene, questa è l’idea scintillante del designer Priestman Goode il quale ha ben pensato di sostituire i noiosi hotel costruiti ai bordi degli aeroporti con questi gioellini… economicamente accessibili! 

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Per saperne di più:
Yohotel, il design dei nuovi hotel di lusso

WiFi gratis si estende…ora anche a Civitavecchia

Breve post per confermare la tendenza del momento… 

Dopo Milano si estende il WiFi in tutta Italia. Anche il Pirgo di Civitavecchia sarà coperto gratuitamente dal segnale Internet WiFi grazie a un’iniziativa del sito http://free-hotspot.com/.

 Il Pirgo di Civitavecchia alla fine dell'800

Piccola digressione di cultura generale su questa splendida opera..

Il Pirgo è stata la prima e più importante struttura balneare sull’acqua di tutto il Mediterraneo, costruito a cavallo tra l’0ttocento e il Novecento e rinnovato dopo la completa distruzione a seguito di una violentissima mareggiata nel 1941.

Se il cellulare è anche un videoproiettore

Roma – Il concept di un telefonino capace di svolgere molte diverse funzioni oggi delegate ad una varietà di oggetti, fa scuola. Anzi a far scuola è Texas Instruments, uno dei più importanti produttori di componenti per cellulari: ha presentato un esperimento di cellulare che al suo interno contiene un videoproiettore.

La notizia, che intriga gli esperti, descrive un telefonino privo attualmente delle funzioni tradizionali di un cellulare, usato come contenitore per il videoproiettore DLP (Digital Light Processing, uno standard nel settore) di Texas Instruments.

Il proiettore da un pollice e mezzo di lunghezza, sostiene Texas che ne ha parlato anche al CES di Las Vegas, contiene tre laser, un chip DLP e una batteria. Il telefonino può sfruttarlo per “sparare” immagini di “qualità DVD” su uno schermo. Ciò significa poter trasformare il cellulare in un supporto video fin qui del tutto inedito, capace di riprodurre immagini di qualità con dimensioni simili a quelle dei più grandi televisori oggi in commercio.

Va detto che il dispositivo non è pronto per la commercializzazione, tanto che Texas Instruments si guarda bene per il momento dal definire precise date di diffusione sul mercato. Quel che sembra certo è la possibilità del microproiettore di offrire un enorme supporto potenziale ai video distribuiti via telefonino.

MS lavora alle cuffie virtuali

Roma – Tra le tecnologie a cui stanno lavorando i ricercatori di Microsoft ve n’è una che tenta di creare una sorta di “cuffia virtuale” utilizzando dei normali altoparlanti, come quelli integrati nei notebook o in molti monitor per PC. L’obiettivo è permettere agli utenti che fanno largo uso del VoIP di poter conversare da qualsiasi punto della stanza senza l’ausilio di cuffie.

L’idea è quella di sfruttare un insieme di speaker per creare un fascio di onde sonore capace, grazie ad un meccanismo di localizzazione, di seguire l’utente per l’intera stanza. Per direzionare l’audio i ricercatori hanno sviluppato uno speciale algoritmo, basato su una tecnica nota come acoustic beamforming, che modifica costantemente la sincronia delle varie emissioni acustiche in modo da amplificare solo le onde sonore dirette verso l’utente e cancellare invece tutte le altre.

In questo modo, sostengono i ricercatori, solo l’utente sarà in grado di udire l’audio con chiarezza: gli altri, specie se posti ad una certa distanza, lo percepiranno solo come un flebile rumore di fondo. Tale tecnologia opera dunque come una sorta di cuffia virtuale, consentendo all’utente di preservare una certa privacy (anche se le sue parole saranno comunque udibili da chi gli sta vicino) e di non disturbare troppo le altre persone presenti nella stessa stanza.

Ma come fa l’audio ad “inseguire” l’utente? Attraverso un sistema di localizzazione che utilizzerà una videcomera ed una matrice di microfoni: la prima avrà il compito di ricavare la posizione approssimativa dell’utente, la seconda di isolare con più precisione il soggetto nello spazio tridimensionale.

Come si è visto, perché la cosa funzioni occorrono però un insieme di altoparlanti dello stesso tipo (Microsoft non ne specifica il numero, ma sono certamente più di due), una serie di microfoni posti in certi punti della stanza, e una videocamera controllata da un software per l’elaborazione video capace di tracciare la posizione dell’utente.
I ricercatori di Microsoft spiegano che l’implementazione di questa tecnologia in ambito consumer è cosa non facile, soprattutto perché gli altoparlanti vanno tarati con molto precisione in base alle dimensioni e alla forma della stanza.

Sebbene gli scienziati di Redmond abbiano già messo a punto un prototipo del sistema, prevedono che la propria tecnologia non raggiungerà il mercato prima di altri tre anni. Nel frattempo le care vecchie cuffie continueranno ad assolvere il loro dovere, con e senza fili.

Aggiornamenti

Pubblicato il brief del progetto (su pagina apposita) e aggiornata la pagina degli assegnamenti (con date delle discussioni).

Per quanto riguarda il progetto, alcuni dettagli saranno aggiunti appena avrò comunicazione di tutti i gruppi. In particolare, vedendo quanti gruppi si stanno formando, potrò essere più preciso sulle date e sulla modalità di documentazione dei processi. Una cosa che nel brief non c’è, ma che aggiungerò, è che l’intero processo di progettazione deve essere documentato, e vi sarà messa a disposizione un’apposita pagina wiki. Seguiranno dettagli.

Natural interaction

Uno dei primi post scritti su questo blog trattava un touch screen sviluppato da Jeff Han. Ma anche in italia esiste già un’azienda che commercializza un prodotto simile (cambia la teconologia, ma non la tecnica di interazione) la iO.
Non solo hanno sviluppato uno schermo, ma anche pareti e pavimenti su cui è possibile interaggire. Sono vermanete belle e ben studiate le tecniche con cui hanno pensato all’interazione.

A questo link trovate un po’ di video e foto dei loro prodotti: http://naturalinteraction.it/

TwoView Dual Flip-up: doppio schermo

Esigenze di monitorare due situazioni contemporaneamente? Beh la soluzione migliore è avere due schermi!

Detto….fatto! Ecco il notebook con schermo che diventa doppio. Non è sicuramente rivolto al mercato consumer bensì ad un target professionale. E’ nato infatti per rispondere alle esigenze specifiche di Militari, scienziati e ricercatori, credo tra i pochi che potrebbero essere interessati a questo gioiellino. TwoView Dual Flip-up Flat Panel LCD Monitor è realizzato in leggero e resistente alluminio protetto e coperto da uno strato di gomma dura per resistere a pioggia e cadute. Nelle foto si può vedere il possibile uso: radar da una parte e dall’altra riprese o foto. Insomma per velocizzare il lavoro… portatile. LCD monitor da 15″, 17″ e 19″ con response time velocissimo e discreta risoluzione fino a 1280 x 1024 pixel. TwoView Dual Flip-up è anche resistentissimo a urti e agenti atmosferici.

OCZ Neural Impulse Actuator: la mente come controller

Bastano due minuti di “addestramento” per sincronizzare il sensore e poi non si avrà più bisogno di controller, la mente stessa basterà a inviare istruzioni al computer, istruzioni convertite in movimenti e azioni nel gioco (video sotto)

Tutto questo è stato presentato al Cebit 2007 di Hannover, la tecnologia si chiama OCZ Neural Impulse Actuator. Il sensore posizionato sulla fronte riesce a percepire l’attività neuronale traducendola in comandi nel gioco, arriverà a fine anno per circa 300$, per ora è ancora con fili, non wireless.

Nel video all’inizio usa il mouse, probabilmente sta effettuando la calibrazione, ma nell’ultima parte procede senza… Io non riesco sinceramente a capire se e quanto funziona da questa dimostrazione…voi che ne dite? Considerate che è stato presentato al Cebit che non è proprio come fare una dimostrazione casalinga..

Neo1973 – Cellulare Linux Opensource con touch-screen

ficneo1973.png Sviluppato dal team OpenMoko il NEO1973 è un telefono cellulare molto avanzato e soprattutto libero. Il sistema che lo equipaggia è Gnu/Linux e qualsiasi sviluppatore potrà, a differenza dell’iPhone, creare software per arricchire la dotazione dello smartphone.Sotto il profilo strettamente tecnico iPhone batte il prodotto di OpenMoko, che comunque ha una dotazione di tutto rispetto: un display da 2.8″ (risoluzione 640×480) touchscreen; ha integrato un AGPS Global Locate chip, 128 Mb SdRAM, 64 Mb NAND di flash memory ed infine uno slot per MicroSD card: niente Wi-Fi nè fotocamera dunque… Il prezzo previsto si aggira intorno ai 350$